Il 7 e l’8 Aprile 2017 ore 21,00 al Teatro Nuovo di Torino il Sunshine Gospel Choir festeggerà con due concerti unici i 20 anni di carriera musicale. Insieme alla storica sezione ritmica, Mario Bracco alla batteria, Michele Bornengo al basso, Federico Memme alla chitarra elettrica, debutterà al pianoforte il noto musicista torinese Paolo Gambino che abbiamo avuto il piacere di intervistare per conoscere le sue sensazioni e le sue emozioni prima di uno degli eventi chiave della storia del Sunshine Gospel Choir.
1. Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?
Non vengo da una famiglia di “appassionati di musica”, ma a casa mia c’era sempre la radio accesa e questo è stato il primo approccio con la musica. Poi iniziai a frequentare i vari “Estate ragazzi” e lì c’erano gli animatori che suonavano la chitarra; chiesi ai miei di comprarmi una chitarra ma nulla… nel frattempo a casa mia arrivò un organo Bontempi e mi divertivo a cercare le note della canzoni che mi piacevano; poi un giorno in una chiesa sentii suonare la Toccata e Fuga in re minore di Bach e dissi: “voglio imparare a suonare!”. Da lì iniziai un percorso di lezioni private che mi portò a dare i primi esami in conservatorio fino al diploma in pianoforte.
2. Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico e quali tra le tue esperienze e partecipazioni, ricordi con soddisfazione.
Non ero uno studente modello per l’ambito classico ed ho sempre amato suonare più con altri che da solo. Ho iniziato a suonare con le prime bands da ragazzino e piano piano mi sono trovato a cimentarmi coi più svariati generi musicali.
Una delle esperienze più importanti è stata quella con Eugenio Finardi, col quale collaboro ormai dal 2007 e con lui ho girato l’Italia in lungo e in largo, siamo stati su palchi importanti come quello del Concerto del Primo Maggio a Roma nel 2011.
3. Spaziare tra diverse realtà musicali quanto è importante per un musicista?
Per me è fondamentale, perché non si smette mai di imparare e avere a che fare con situazioni differenti ti fa crescere. Personalmente alterno l’attività live a quella di arrangiatore, di insegnante, di compositore e di musicista in studio; amo in egual misura quello che faccio ed ognuna di queste cose mi stimola a migliorare costantemente.
4. Per i “non addetti ai lavori” c’è un pensiero comune sul Gospel: si pensa che sia solo un genere musicale come gli altri. Per Te il Gospel rappresenta solo questo o è anche altro?
Il Gospel non è solo un genere musicale, ma è una forma di preghiera. Al di là del fatto che uno creda o meno, di spiritualità ne abbiamo bisogno tutti ed il Gospel ne è una delle massime espressioni.
5. È la prima volta che collabori con un coro Gospel? Perché hai scelto il Sunshine Gospel Choir?
No, ho collaborato con un coro Gospel del Vercellese come pianista e con un altro come programmatore per delle basi. Al Sunshine Gospel Choir sono arrivato tramite Silvano Borgatta, un mio illustrissimo collega col quale avevamo da tempo l’idea di fare qualcosa insieme, per cui quando mi ha proposto di collaborare col coro ho aderito con entusiasmo!
6. Condividere un palco con un coro e i suoi musicisti regala emozioni diverse da un concerto live con altre formazioni musicali che possono essere meno numerose. Condividi questo pensiero e credi che possa incidere sull’energia della performance?
Assolutamente sì! L’energia che arriva da un coro è un’emozione assolutamente unica!
7. Cosa devono aspettarsi secondo Te i fans del Sunshine Gospel Choir dai concerti del 7 e dell’8 Aprile 2017 al Teatro Nuovo?
Il Sunshine Gospel Choir di per sé è una garanzia… da parte mia farò tutto il possibile, perché siano due concerti indimenticabili!
8. Festeggiare in musica un traguardo così importante come i 20 anni di carriera del Sunshine Gospel Choir cosa significa per Te e cosa ti aspetti da questa collaborazione?
Sono onorato di far parte di questo importante traguardo e spero sia l’inizio per una lunga collaborazione!
9. Che rapporto si è instaurato con Alex Negro — Direttore del Sunshine Gospel Choir, con i musicisti e con i coristi?
Direi ottimo! Con parecchi dei musicisti avevamo già collaborato, quindi è stato tutto assolutamente naturale!
10. Hai un progetto ideale a cui arrivare come massima aspirazione?
Vorrei diventare un famoso compositore di colonne sonore… ho già fatto qualche esperienza in questo campo e mi piacerebbe crescere in questa direzione.